Il Circuito di Campione d’Italia 2026 si prepara a vivere un’edizione che guarda ben oltre il valore culturale e la passione per le automobili storiche. Accanto al prestigio della rievocazione, grazie ad una chiara e specifica volontà degli organizzatori, la manifestazione consolida infatti il proprio impegno sociale attraverso un articolato programma dedicato all’inclusione e alla solidarietà.

Protagonista di questo percorso inclusivo sarà il coinvolgimento della Scuderia del Portello, partner del Circuito di Campione d’Italia e autentica istituzione del motorismo storico internazionale.
Fondata ad Arese nel 1982 come squadra corse ufficiale Alfa Romeo per le competizioni dedicate alle vetture storiche, la Scuderia rappresenta oggi il più importante “Museo Dinamico” delle Alfa Romeo da competizione esistente al mondo. In oltre quarant’anni di attività ha conquistato titoli e vittorie nei più prestigiosi eventi internazionali, dalla Le Mans Classic alla Carrera Panamericana, dalla 1000 Miglia al Goodwood Revival, fino al Nürburgring e al Grand Prix Historique di Monaco.

Ma accanto ai successi sportivi, la Scuderia del Portello porta avanti da anni un progetto dal forte valore umano: “Barrier-free Mobility – Disabilità e Motorsport per una mobilità senza barriere”, nato per trasformare l’eredità sportiva e morale di Clay Regazzoni in un messaggio di inclusione.
Dopo il grave incidente che nel 1980 lo rese paraplegico, il pilota svizzero non rinunciò alla propria passione. Nel 2002 volle partecipare alla Carrera Panamericana al volante di una Alfa Romeo 1900 TI appositamente modificata con i comandi manuali Guidosimplex. Oggi quella stessa vettura, restaurata mantenendo il sistema di guida voluto da Regazzoni, continua a testimoniare come la disabilità non rappresenti un limite alla possibilità di vivere il motorsport.

Un tributo al motorismo storico ticinese
L’edizione 2026 del Circuito di Campione renderà omaggio ad alcune delle figure più rappresentative dell’automobilismo svizzero attraverso premi speciali dedicati a Bruno Pescia, Silvio Moser e, appunto, Clay Regazzoni.
Su richiesta degli organizzatori, tra le vetture più attese vi sarà l’esposizione proprio della storica Alfa Romeo 1900 TI “Clay Regazzoni”, preparata dalla Scuderia del Portello per consentire al campione ticinese di tornare a gareggiare dopo l’incidente. La presenza della vettura ha consentito all’organizzazione del Circuito di coinvolgere attivamente Dodo Regazzoni, fratello di Clay, che sarà al volante della vettura. L’iniziativa sarà affiancata inoltre da Inclusione Andicap Ticino, realtà che da anni promuove l’autonomia e la piena partecipazione delle persone con disabilità, già partner degli organizzatori per altre iniziative solidali in Ticino. Un segnale concreto di come il mondo del motorismo possa diventare veicolo di valori condivisi e attenzione verso il prossimo.
Accanto ad essa sarà presente anche la rarissima Alfa Romeo Giulietta Spider Monoposto “Sebring”, una delle più affascinanti vetture da competizione degli anni Cinquanta, recentemente esposta al Museo Alfa Romeo di Arese e protagonista di importanti eventi internazionali.
Con questa visione il Circuito di Campione d’Italia 2026 conferma la propria identità: un evento capace di unire cultura, sport, territorio e responsabilità sociale, dimostrando che il patrimonio motoristico può essere anche uno straordinario strumento di inclusione e crescita collettiva.
